L’INIZIO DI UNA FNE

Frederick Bradley      

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Descrizione

Fino agli anni ’60 del secolo scorso Porto Pino era la frontiera remota di una Sardegna ancora semisconosciuta. Poi sulla traccia segnata dall’Aga Khan con la creazione della Costa Smeralda anche questa zona fu al centro di interessi immobiliari che modificarono profondamente il territorio. L’Autore in un’appassionata narrazione autobiografica ripercorre le ragioni e le dinamiche di quel cambiamento prima con spirito pionieristico e poi sempre più nella consapevolezza di assistere a un’involuzione che avrebbe trasformato un territorio vergine e ricco di storia in una terra di conquista, preludio dell’attuale Porto Pino turistica.

La narrazione si articola in tre parti che corrispondono ad altrettante fasi cronologiche dello sviluppo del territorio come l’autore le ha vissute in prima persona: Terra di frontiera, Terra di conquista e Terra di turismo. Nella prima parte si evidenziano i caratteri di un territorio assolutamente naturale in grado di attrarre pochi pionieri. Nella seconda parte si assiste all’avvio dello sfruttamento immobiliare del territorio per puro interesse economico. Nella terza parte infine si mette in luce come lo sviluppo socio- economico segua i classici canoni del turismo balneare fine a sé stesso, pregiudicando la qualità ambientale e con essa le potenzialità di una crescita basata su un modello economico alternativo e sostenibile. Benché specifica per la zona di Porto Pino l’evoluzione del territorio e delle sue condizioni socio-economiche segue uno schema analogo a quello che ha interessato altre parti paesaggisticamente rilevanti d’Italia come ad esempio le 5 Terre, la Val d’Orcia e San Gimignano.


“Bello, appassionato, vitale e un po’ malinconico. È il racconto di Frederick Bradley della vita di Porto Pino a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, quando vi giunse con la madre e con Bob, fino ai nostri giorni. È la vita di Porto Pino ed è la vita di Frederick, strettamente connesse nei colori del mare e della macchia, nel vento, negli avvenimenti delle varie stagioni dell’esistenza.

Con un filo conduttore dato da Villa Ebner, dalla casa piena di luce. Porto Pino in quegli anni lontani era un luogo fuori dal mondo e così era vissuto, con grande spirito d’avventura da un ragazzo che lentamente cresce e scopre un po’ alla volta quel variegato mondo degli adulti che via via si presenta in quel lembo di litorale affacciato sul Mediterraneo. Possono essere amici di lunga data come amici d’una estate, attori, militari, viaggiatori, rari turisti. Così, come accade nelle stagioni della vita, lo studio, poi il lavoro, porteranno Frederick in giro per il mondo, ma sempre vicino a Porto Pino e agli affetti.

Fa da sfondo la lenta marcia di avvicinamento del turismo, così come conosciuto ormai dappertutto. Pian piano arrivano investitori immobiliari, mattoni, progettisti dagli improbabili gusti estetici. E arriveranno anche cantieri edilizi abusivi sul vicino isolotto di Corrumanciu, personalmente denunciato e demolito dalla magistratura dopo sentenza passata in giudicato. Arriveranno anche migliaia di turisti mordi-e-fuggi, con il contorno di auto e rifiuti. Cambiano anche gli odori e i colori del posto.

No, non è questo il turismo, quello vero che porta a conoscere e a vivere un luogo così bello come Porto Pino. Una via diversa c’è, rispettosa della terra verde, della spiaggia, delle dune, del mare azzurro. Dalle parole di Frederick s’intravede ed è un messaggio che siamo invitati a comprendere, se vogliamo che insieme a quella costa viva anche la nostra anima.”   

Stefano Deliperi
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) 

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